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Per consuetudine, nel campo dell’informatica, l’elaborazione è considerata costituita da
operazioni e dati.
Questa divisione, pur essendo stata utile,
soprattutto per il fatto di tenere il programma residente in memoria al
riparo da modifiche, è fuorviante perchè anche
i dati più banali presuppongono delle conoscenze implicite:
occorre sapere in modo autonomo come elaborarli, per esempio i numeri
sono tali solo se oggetto di operazioni matematiche.
È stato introdotto il concetto di
tipo proprio per ovviare parzialmente a questa carenza di informazioni.
Si considerano quindi non elaborazione e dati, ma
operazioni che sono compiute in determinati ambiti; in altri termini si
esplicita il concetto di tipo specificando quali debbano essere le operazioni attese.
Secondo tale considerazione la rappresentazione di ogni entità è effettuata da una
descrizione operativa,
che contiene al suo interno le operazioni che un
fruitore di tale descrizione è in grado di interpretare:
l’esistenza di una qualsiasi descrizione acquista significato per
il fatto di essere utilizzata da un’altra entità.
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